L'angolo di Annarita
sabato, 03 maggio 2008

Se sua madre (Mary Louise Parker, assai credibile) è nevrotica e stressata perché sta divorziando e il nuovo lavoro l’assorbe completamente, se sua sorella Mallory  (l’energica Sarah Bolger) è una quindicenne tanto abile con le parole quanto con il fioretto, se il suo gemello Simon è un tipo che non vuole complicazioni e pensa solo ai propri animali, che altro  può capitare al tredicenne Jared Grace ?(Freddie Highmore, che interpreta con bravura anche il gemello Simon)

I fratelli GraceI fratelli Grace

Di essere obbligato a lasciare la vita di New York per finire in una tetra casa nel New England, ereditata dalla prozia Lucinda, finita in manicomio.


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Una casa non proprio attraente

Cupa e piuttosto fatiscente, la casa sperduta nella natura non sembra proprio il punto di partenza ideale per ricostruire insieme un’esistenza più tranquilla, soprattutto a causa della costante tensione che c’è tra Jared e la madre, alla quale egli attribuisce la colpa della separazione dall’amato padre, inseguito per telefono con la speranza di un incontro che si rivelerà sempre più improbabile.


famiglia

Interno di famiglia con problemi

E proprio a causa del suo atteggiamento di totale ribellione Jared viene accusato delle stranezze che accadono in casa, interpretate come sue vendette.

Jared non conosce altra difesa che la solitudine e la soffitta di casa Spiderwick è un posto troppo invitante.

il libro

Guida Pratica di Arthur Spiderwick al Mondo Fantastico che Vi Circonda

Da qui partono le avventure che coinvolgono a uno a uno tutti membri della famiglia. A incominciare da Jared  che rinviene, accuratamente nascosto in una cassa, uno strano libro dal titolo "Guida Pratica di Arthur Spiderwick al Mondo Fantastico che Vi Circonda". Quelle pagine fitte di scrittura e di disegni sono il risultato di anni e anni di lavoro del prozio Arthur Spiederwick (David Strathaim che mi è sembrato un po’ spaesato), padre di Lucinda (la sempre brava Joan Plowright), alla cui realizzazione egli ha sacrificato tutto, dalla propria vita all’amore per la figlia. È un ricchissimo manuale che insegna a mettersi in contatto con le fantastiche creature che vivono nei dintorni: folletti, fate, troll, silfidi, grifoni alati, goblin.spiderwick7

Un tale, ricco manuale è troppo prezioso, Arthur lo sapeva bene, ed è stato necessario proteggerlo dalle mire del perfido e mostruoso orco Mulgarath (un perfido e subdolo Nick Nolte) , il cui scopo sarebbe, una volta divenuto padrone del libro, dominare tutte le creature fantastiche e gli uomini.

Mulgarath

Mulgarath

Con l’aiuto del buffo Thimbletack, un brownie ghiotto di miele (che, quando si arrabbia, diventa un bogarth verde come l’incredibile Hulk), Il browniedell’esilarante Maistrillo e del grifone

alato (che ricorda un po’ il Drago della Fortuna Fuchur dell’indimenticabile “La storia infinita”), Jared ingaggia una lotta sempre più serrata contro il male rappresentato da Mulgarath  e avrà bisogno di tutta la sua famiglia per portare a termine la missione, che culminerà in una lotta all’ultimo vasetto di salsa di pomodoro nella cucina della casa.

Thimbletack

Il film è tratto dai  libri che compongono la serie delle Cronache di Spiderwick, opera di due autori, la scrittrice Holly Black e l’illustratore Tony Di Terlizzi. I cinque titoli sono:

·  l libro dei segreti1

·  La pietra magica2

·  Il segreto di Lucinda3

·  L'albero d'argento4

·  L'ira di Mulgarath5

La regia è di Mark Waters e l’inizio del film può far pensare alle atmosfere un po’ cupe di Tim Burton, la casa ne è senza dubbio un ottimo esempio. La sceneggiatura è un concentrato dei testi che compongono la saga, la scenografia è accattivante e il resto dell’opera lo fanno gli effetti digitali targati Industrial Light & Magic di George Lucas, che io non ho trovato poi così debordanti, come qualcuno ha ritenuto, ma adatti a sostenere la fantasia dello spettatore nell’universo fantastico che si cela dietro il manuale di Arthur Spiderwick.

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È una storia assai movimentata, che fa pensare più a “Un ponte per Terabithia” che a “Le cronache di Narnia: Il leone, la strega e l’armadio”, per la sua ambientazione nella realtà, a tratti pecca di eccessiva confusione nel senso di esagitazione e di fracassone ria, ma che pure sa trattare la crisi familiare dei giovani Grace senza scivolare nel patetico e rende credibilmente la ritrovata unità familiare di fronte al pericolo, fino al chiarimento finale di madre e figlio tra mezze verità e mezze bugie nascoste e dette a fin di bene.

LucindaLucinda

Molti e godibili i momenti quasi horror, ma di quello che spaventa senza sconvolgere.

Il prozio Arthur

Arthur Spiderwick

Nel febbraio di quest’anno è uscito l’immancabile videogioco ispirato al film

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categoria:cinema
sabato, 26 aprile 2008
Attenendomi al consiglio "meglio con due ore d'anticipo che con un minuto di ritardo", decido di partire per Vetralla il pomeriggio del ventuno aprile, anche se l'appuntamento con i bambini è per la mattina del ventidue alle 10,00.

Sul sedile della macchina ho la valigetta con tutto ciò che mi occorre: una copia del libro, il quadernone con la storia scritta a mano e piena di correzioni, il raccoglitore delle ricerche, la pen drive con le foto della Scozia.

A casa avrò modo con calma di rivedere tutto e organizzarmi, approfittando dell'occasione per stare un po' in compagnia dei miei ragazzi.

Ho visto che il programma dei tre giorni è ricco di iniziative diverse, non ultima una interessante presenza di case editrici a volte più difficili da trovare nelle grandi librerie e sono curiosa di dare un'occhiata.

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Il martedì a Vetralla è giorno di mercato e trovare un parcheggio si rivela subito un'impresa ardua, ma dopo un po' di tentativi, riesco a trovare un posticino. Non è proprio l'ideale, ma avrò tempo di spostare la macchina appena finito l'incontro.

Tornare dentro la scuola Elementare di Vetralla è fare un tuffo nel passato e ritrovare molte persone con le quali ho lavorato, dalle colleghe dell'ufficio alle insegnanti ai collaboratori scolastici.

Nella sala conferenze della scuola mi aspettano già Gabriella Norcia, che con il marito, l'editore Davide Ghaleb, ha organizzato la manifestazione, e il dirigente scolastico della scuola, il dott. Roberto Santoni.

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L'accoglienza è calorosa, ho giusto il tempo di dare un'occhiata alla sala e ai libri esposti, e i bambini cominciano ad arrivare.
Il primo gruppo è quello degli alunni di quinta elementare e di prima media, sono molto ordinati e prendono posto senza fare confusione.

Per rompere il ghiaccio racconto loro come è nata la mia passione per la scrittura e mi ascoltano pieni di interesse, ma ben presto vogliono diventare parte attiva dell'incontro e incomincia la raffica delle domande, preparate con cura e molte rivolte a capire che cosa si celi dietro il mestiere di scrivere.
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Scopro così, con grande piacere, che molti di loro coltivano, più o meno segretamente, questa passione e scrivono racconti di fantasia, di avventura, poesie.
Molto divertente e interessante è il guardare insieme le foto della Scozia, soddisfare le loro curiosità, ma senza svelare troppo della trama, come chiedono quelli che ancora devono leggere il libro.
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Il tempo previsto per l'incontro passa molto in fretta, devono prepararsi a lasciare il posto al nuovo gruppo, non prima però di avermi chiesto di firmare le copie dei loro libri o anche di lasciare loro una dedica su un semplice pezzo di carta.
Inutile sottolineare il mio imbarazzo, ho cercato di trasmettere la mia consapevolezza di onesto lavoro artigiano della scrittura, ma per loro devo fregiarmi del titolo di scrittrice a tutti gli effetti.
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Anche con il secondo gruppo il tempo vola, sono piuttosto interessati al manoscritto e naturalmente anche loro attratti dalle foto. Il loro unico rammarico è che siano finite le copie del libro, ma sanno che il giorno dopo potranno averlo.

Quando finalmente nel salone torna la calma, mi trattengo ancora per fare due chiacchiere con gli organizzatori, con il dirigente scolastico e con l'autrice di fiabe che si presenterà ai bambini il giorno dopo, zia Betty.

Il bilancio è estremamente positivo ed esco dalla scuola entusiasta, assai più tardi del previsto. Così tardi che ho dimenticato la situazione precaria della mia macchina e a riportarmi alla dura realtà della vita quotidiana ci pensa  l'avviso di multa sul parabrezza!
Pazienza, alla prossima occasione starò più attenta.
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categoria:incontri, attualità
mercoledì, 23 aprile 2008

Per il dodicesimo anno festeggiamo insieme la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore.

Di solito le giornate create apposta per celebrare qualcosa mi lasciano indifferente, ma a una celebrazione platenaria del libro non so resistere. 

La data è simbolica e costitisce un omaggio a William Shakespeare, Miguel de Cervantes Saavedra e “El Inca” Garcilaso de la Vega, morti tutti e tre il 23 aprile 1616.

Mi sarebbe piaciuto di più avessero trovato la concidenza delle date di nascita di grandi scrittori, ma non posso farci niente e mi va bene anche così.

L'ONU ha proclamato il 2008 l' Anno Internazionale del Pianeta Terra , e quindi “Leggi il tuo pianeta” è i l’invito che la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO rivolge  alle biblioteche, alle istituzioni, alle scuole e alle associazioni degli operatori del settore, grazie al contributo del Comitato IYPE Italia che ne cura le celebrazioni 

Non possiamo dimenticare che il 2008 è anche Anno Internazionale delle Lingue  e quanto sia importante  il legame tra le lingue e il libro, vissuto come strumento di espressione che consenta l'integrazione e la vita deelle diverse culture,è stato sottolineato dal messaggio del Direttore Generale dell’UNESCO, Koïchiro Matsuura.

Il libro, quindi, come strumento di quella cultura della pace che l'UNESCO persegue dal 1946, pace che si realizza solo attraverso lo scambio del linguaggio e dell'esperienza culturale tra i diversi paesi.

Giornata libro
Chiara Rapaccini
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categoria:attualità
domenica, 20 aprile 2008
È on line il numero 10 di Fili d'aquilone, rivista di immagini, idee e poesia.

Il tema di questo numero è "Identità e conflitto" e ce n'è per tutti i gusti.

Visto l'argomento, ho proposto un piccolo racconto che i lettori del blog avranno forse già avuto modo di leggere, ma che mi sembrava adatto.

Buona lettura a tutti.
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categoria:piccole storie, attualità
giovedì, 17 aprile 2008
Sto trascurando un po' la scrittura nel mio blog e, ahimé, la lettura di quelli altrui che preferisco.

A parte la solita storia del lavoro, c'è che da un po' di tempo ho ripreso in mano una vecchia storia e mi sono messa di nuovo a scrivere, così il tempo libero si riempie rapidamente.

Scrivo, riscrivo, correggo, cerco, confronto, taglio, taglio parecchio, e questa volta non è una storia per bambini.

Non ero mai uscira dal mio campo d'azione e non so nemmeno quale sarà il risultato finale, ma avevo voglia di provarci.

E poi mi sto preparando per questa iniziativa e vi racconterò com'è andata.

Insomma, accettate queste poche righe come giustificazione per eventuali ritardi o assenze?
Spero proprio di si.
Se non basta la mia, farò mettere la firma anche a mio marito.
 

Annarita

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categoria:attualità
lunedì, 14 aprile 2008

In questo momento in cui il nostro paese sta vivendo la consultazione elettorale, preceduta da una campagna nella quale abbiamo visto e sentito di tutto,( ma peggio ancora hanno visto e sentito i più giovani) mi piace proporvi un libro che si offre ai piccoli lettori come un primo, importante approccio alla Costituzione del nostro paese.

 L’iniziativa è importante per due motivi.

A sessant’anni dalla sua nascita, l’impegno di due grandi autori, lo scrittore Roberto Piumini e il disegnatore Emanuele Luzzati, ha reso accessibile e comprensibile ai lettori più giovani i valori fondamentali della Costituzione, sintetizzandoli in quindici poesie illustrate.

Il progetto si propone alla conoscenza anche dei ragazzi stranieri, infatti i testi sono scritti in dodici lingue: albanese, arabo, cinese, ebraico, francese, inglese, italiano, portoghese, rumeno, russo, spagnolo, tedesco.  Come è giusto che sia in un paese nel quale tanti piccoli stranieri vengono a vivere e frequentano le scuole.

Il testo si divide in tre parti:

- nella prima sono proposti i primi dodici articoli della Costituzione italiana espressi in 15 parole chiave che permettono di identificarne immediatamente i valori;

- nella seconda sono esposti i 54 articoli che costituiscono la prima parte della Costituzione;

- nella terza, curata da Massimo Boncristiano e da Paolo Olmo, vengono proposte una serie di attività concretamente già realizzate con i ragazzi da parte degli attivisti locali della Croce Rossa, organismo che ha voluto la nascita di questo libro al quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dato il proprio patrocinio e che ha ricevuto la totale e completa approvazione del prof. Franco Bile, il magistrato attualmente Presidente della Corte Costituzionale.

L’età di lettura è dai 10 anni e può essere una buona occasione anche per noi adulti, che potremmo decidere di far uscire la Costituzione dal nozionismo dei nostri ricordi scolastici e riscoprirne il valore.

CostituzioneTitolo: Il grande libro della Costituzione. Edizione multilingue
Autori: Roberto Piumini - Emanuele Luzzati
Pagine: 190
Editore: Sonda
Prezzo: euro 18,00

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categoria:attualità, grandi storie
sabato, 05 aprile 2008

Papà entrò in camera mia dopo cena. Seduto alla scrivania, stavo ripassando la lezione di storia. Eravamo arrivati a Garibaldi che libera tutta la mia Sicilia, poi a un certo pinto riceve una lettera e risponde Obbedisco. Solo quello: Obbedisco. Era un punto che non mi risultava chiarissimo: perché doveva fermarsi e tornare indietro, visto che continuava a vincere battaglie su battaglie? Probabilmente, quando la maestra l’aveva spiegato in classe, mi ero distratto.
In quel caso, quell’eroe a cavallo con la barba folta, che batteva tutti, mi entusiasmava. Vestiva la casacca rossa come David Beckham del Manchester United, che è la più brava ala destra del mondo: Era forte come Braveheart che avevo visto al cinema e che combatteva con la gonna, perché in Scozia portano la gonna anche gli uomini.
Mio padre si sedette sul mio letto e prese in braccio Bum, lo scimpanzé di peluche. Aveva una faccia strana (papà, non lo scimpanzé), come quando ha qualcosa da dirmi e non sa da dove cominciare. Bum è strano per un altro motivo: ha i piedi bruciati. È stato uno dei primi regali che ho ricevuto in vita mia.”Non può camminare, va tenuto in braccio” mi hanno sempre spiegato. Ma sorride, quindi vuol dire che non sta poi tanto male…

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Autore: Luigi Garlando
Prefazione : Maria Falcone
Editore: Fabbri
Prezzo: euro 9,90
Età di lettura:12-13 anni (e non solo)

Prende l’avvio così il racconto di una giornata particolare, quella in cui Giovanni compie dieci anni e scopre grazie a suo padre tante cose che non immaginava, legate al suo nome e al mistero dello scimpanzé con le zampe bruciate.

Mentre percorrono insieme le strade di Palermo, Giovanni segue con grande interesse la storia che il suo papà ha deciso di raccontargli proprio quel giorno, 23 maggio 2002, giorno del suo decimo compleanno e anniversario di una fatto assai drammatico e importante che Giovanni non immagina ancora quanto lo coinvolga.

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Inizia così il viaggio tra vie di Palermo, la spiaggia, il tribunale, la strada per l’aeroporto di Punta Raisi, e tappa dopo tappa scorre la storia di un altro Giovanni, un bambino nato con i pugni chiusi e senza piangere, che nutre da sempre un forte senso della giustizia e decide di dedicarvi la propria vita.

Inizialmente il piccolo Giovanni non ha molta simpatia per il suo omonimo, gli sembra troppo precisino e perfettivo; figurarsi, un bambino che non piange nemmeno quando si fa male e che decide di mettere la propria vita al servizio degli altri. Eppure il racconto di papà è affascinante e Giovanni scopre l’esistenza di un mostro in città, di una specie di enorme polipo che allunga i suoi tentacoli ovunque, per impadronirsi delle vite degli altri e distruggerle con ogni mezzo.

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Contro questo mostro Giovanni ha lottato per anni, vivendo momenti esaltanti di vittoria e momenti brucianti di sconfitta, diviso tra l’impegno di quelli come lui che lo sostenevano e la malevolenza di quelli che, pur standogli accanto, lo ostacolavano con ogni mezzo, anche il più disonesto. È una storia vera, dunque, di successi e di insuccessi, di paura e di gioia, fino al tragico epilogo finale.

È una brutta sorpresa per il piccolo Giovanni capire che il polipo, la “mafia” non è solo quella dei fatti di sangue sui giornali, ma anche la prepotenza di Tonio a scuola, l’omertà dei compagni che fingono di non vederlo quando fa cadere Simone dalle scale o pretende i soldi della merenda minacciandoli con il coltellino che porta sempre con sé.  

Sono tante le cose che Giovanni capisce, grazie al racconto del papà e all’incontro con Maria, la sorella di Giovanni, e decide che smetterà di avere paura di Tonio e di ciò che rappresenta, perché la mafia si può combattere fin da piccoli, per strada e a scuola.

In questo bel libro c’è la storia della vita e della morte di Giovanni Falcone, raccontata da un padre a suo figlio, che ha voluto chiamare Giovanni proprio per testimoniare il proprio impegno concreto contro la mafia.

Non vi racconto altro per non sciupare l’interesse della lettura, adatta anche ai più grandi, ma destinata naturalmente ai più piccoli per la chiarezza e la profondità con le quali racconta una pagina drammatica e fondamentale della nostra storia. Insieme con il piccolo Giovanni percorriamo le tappe della vita del magistrato, fino alla tragica fine sulla strada per Punta Raisi, che è anche la storia di tutti quelli che hanno reso possibili i successi di Giovanni Falcone.

la nave della legalitàLa "Nave della Legalità" che ha portato centinaia e centinaia di studenti in Sicilia nel 15° anniversario della strage di Capaci

Ora che sa tutto, il piccolo Giovanni non può più fare finta di niente, non lo fa nemmeno suo padre ed è importante che sia così. Sul grande albero di via Notarbartolo Giovanni attacca il proprio album di figurine incompleto, e torna ogni volta in cui ha una nuova figurina da attaccare. Quell’album diventa il simbolo della sua presa di coscienza contro il “polipo”, della sua determinazione a non permettere più che allunghi i tentacoli dappertutto e continui a seminare morte e distruzione, lutto e disperazione, perché oramai Giovanni ha capito che accettare passivamente le piccole prepotenze e le piccole ingiustizie nella vita di tutti i giorni è il primo passo verso la resa, significa permettere al crimine organizzato di prosperare e di affermarsi contro le giuste leggi dello Stato e addirittura sostituirsi a esso.

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categoria:grandi storie
venerdì, 28 marzo 2008
Da tempo accarezzavo un piccolo progetto, girare per il web e fare incetta di immmagini d'arte che illustrassero i libri e la lettura per poi creare una mia personale galleria.
Grazie a mio marito ho scoperto che qualcuno mi ha preceduta qui e perciò ho abbandonato l'idea.
Così ho preferito modificare il mio progetto, scopiazzando un'altra idea, quella dell'intervallo pittorico di Oyrad, e trasformarlo in una serie di in intervalli pittorico librari, inserendo di tanto in tanto un'opera d'arte che abbia per soggetto i libri o l'atto del leggere e, non paga, aggiungendo anche un mio commento, del tutto libero e personale, senza nessuna pretesa storica o artistica. Nel senso che descriverò ciò che quell'immagine mi ispira.
Non c'entra nulla, o solo marginalmente con la letteratura per ragazzi, ma mi piaceva l'idea, che volete farci?
Chacun a sa chacunerie...


10. Gioacchino Toma, Donna che legge sdraiata, Olio su tela, da
Gioacchino Toma, Donna che legge sdraiata, Olio su tela, datazione incerta, Collezione privata

Il medico le aveva raccomandato di non affaticarsi e lei, obbediente, si era alzata dal letto  solo nel pomeriggio, senza neppure vestirsi, gettandosi addosso un leggero ma soffice scialle di velluto nero lavorato. La premurosa fantesca le aveva messo la poltrona più comoda in cucina, accanto al fuoco, ma lei aveva voluto che gliela trasportasse nel salottino con la tappezzeria rosso pompeiano ornata di fiori. Aveva scelto l'angolo vicino alla finestra, in modo tale che la luce le arrivasse alle spalle senza irritare i suoi occhi, e aveva ripreso in mano il piccolo libro di poesie abbandonato da tempo. Anche di quella rinuncia era colpevole in parte il dottore, convinto che le emozioni le fossero dannose. Lei era stata  obbediente e finché la malattia l'aveva costretta a letto, si era privata del piacere di leggere. Sì, perché tale era per lei, al pari del più gustoso manicaretto o dell'ascolto di un emozionante brano di musica. Solo che la sua fame di emozioni non si placava mai e ogni libro ne chiamava a gran voce un altro, e poi un altro, e poi un altro ancora. Non si accorse neppure della fantesca, entrata in punta di piedi ad aggiustarle il cuscino dietro le spalle e a sistemarle i fiori nell'acconciatura per ravvivare la semplicità dell'abbigliamento da camera. Sapeva che nella lunga convalescenza che l'attendeva molti altri sarebbero stati i silenziosi ma vivi compagni di tante ore e si sentì felice, come da tempo non le accadeva. E fu certa che tutto finalmente sarebbe andato bene, che sarebbe guarita e presto tornata a leggere nel parco, su quella panchina ombreggiata, vicino al laghetto con i salici, nel suo posto preferito.
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categoria:intervallo pittorico librario
sabato, 22 marzo 2008
Dall'uovo di Pasqua

Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: "Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio".
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
"Viva la pace,
abbasso la guerra".

Gianni Rodari

A tutti voi i più affettuosi auguri di serenità

pasqua_libro1...e approfittate del cattivo tempo per leggere...

ragazza-montagna-libri-~-ubr0017Con simpatia e affetto, Annarita





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categoria:attualità
lunedì, 17 marzo 2008
sonetaula
Centocinquanta minuti immersi nella natura aspra e selvaggia della Sardegna, percorsa in lungo e in largo nelle ventotto settimane di riprese che sono occorse al regista Salvatore Mereu per dare corpo e vita alla terra descritta da Giuseppe Fiori nel romanzo "Sonetàula" e che andava ricostruita con amore per restituire allo spettatore tutta  la forza arcaica della Sardegna a cavallo tra gli anni Trenta e Cinquanta, fatta di ovili, di paesi sperduti, di paesaggi aridi (per la città Tempio, Oristano, Bosa, Alghero; per Orgiadas, paese immaginario,  Orgosolo, Oliena, Dorgali e Olzai).

La breve e dolorosa parabola di Sonetàula si compie infatti nell'arco di tredici anni, a partire dal 1937 fino al 1950.
Incontriamo Zuanne Malune appena dodicenne, fragile alberello abbarbicato alla roccia che è il padre, sottrattogli da una faida locale della quale è tenuto all'oscuro per preservare il più possibile i suoi sogni e la sua innocenza. Zuanne crede il padre al nord, al lavoro in una fabbrica, ma il nonno Cicerone Malune, splendida figura di méntore insieme con l'altro grande vecchio, tiu Giobatta Irde, nonno di Maddalena, lo strappa all'illusione mettendo brutalmente a nudo la realtà della falsa lettera scritta da Battista Murrighile, a causa della quale Egidio Malune è stato ingiustamente accusato della morte di Anania Medas, e rivelandogli che il padre è stato condannato al confino a Ustica. Tutto si fa più chiaro nella mente confusa di Zuanne, che finalmente può dare un senso ai silenzi, alle domande, alle parole che il padre gli ha rivolto prima di partire. Incomincia il suo duro apprendistato, è un servo pastore e la vita è lontano da casa, dove sono riamste le donne, la madre Rosa e la giovane Maddalena, che presto accenderà nel suo cuore un sentimento che nulla avrà più dell'amore fraterno. È vita grama, esposti al freddo e alle intemperie, dietro al gregge che va sorvegliato continuamente perché nessuno rubi i capi, come accade ai maiali custoditi dal piccolo Giuseppino Bande, che Zuanne insieme con il nonno aiuta. E l'inverno segue all'estate, se l'uno era terribile per il freddo e le piogge battenti, l'altra è inclemente per la siccità che condanna le pecore a morire sotto lo sguardo impotente dei pastori.

sonetaula13_hiresGli anni si succedono con monotona crudezza, Zuanne cova dentro di sé il rancore e l'odio per chi ha fatto del male a suo padre e non si sottrae alla dura legge della faida. A un furto risponde con lo sgarrettamento di alcuni capi del gregge dei colpevoli e comincia la sua discesa all'inferno. Ignora la chiamata dei Carabinieri quando ancora potrebbe una svolta alla propria vita e preferisce la latitanza, che lo allontana inesorabilmente da Maddalena e da Giuseppino, il quale invece rimane sordo al richiamo della tradizione e tenta di costruirsi un futuro migliore lasciando la pastorizia e accettando un lavoro come lamierista.

Intanto la Sardegna è scossa dal vento della modernità, rappresentata dalle attività industriali,  dal volo radente degli elicotteri che spargono le sostanze chimiche per combattere la malaria, quella malaria che ha rovinato la vita di Rosa e di tante persone, e dall'avvento dell'energia elettrica. Passa anche la guerra come un'eco lontana, che però tocca di nuovo crudelmente la vita di Zuanne; quella guerra che avrebbe potuto restituirgli il padre, liberandolo dal confino, finisce col sottrarglielo per sempre in terra d'Africa. Oramai Zuanne non ha più motivi per voltarsi indietro, i fatti criminosi si succedono l'uno all'altro fino al culmine della vendetta, l'esecuzione  a sangue freddo di Murrighile. È preda completamente della "balentia" la vendetta d'onore nelle terre del Gennargentu. Sul suo capo pende una taglia che fa gola a molti, due milioni di lire, e oramai vive nel timore che qualcuno lo denunci.

Nella vana speranza di riconquistare Maddalena, ora legata a Giuseppino, Zuanne si fida di un ingegnere che gli promette una nuova vita in Toscana, ma è solo l'ennesima trappola che lo ricaccia, solo e randagio, nella macchia, fino al tragico epilogo, seguito all'ultimo struggente incontro con Maddalena, divenuta madre, alla quale offre rudemente la ricca taglia che potrebbe essere un grande aiuto per la piccola famiglia. Bello e spontaneo il gesto della mano con il quale Maddalena sembra voler allontanare materialmente la proposta di Zuanne.  Così come è bello il finale, in cui il giovane bandito, dopo l'ultima tragica sparatoria, viene idealmente incontro allo spettatore e si ferma a fissarlo, quasi a chiedergli ragione di una vita negata, di un'infanzia rubata. Tanti sono i gesti, gli sguardi, i silenzi in un film dall'andamento lento e solenne, nel quale non  c'è musica, ma solo una nenia di donne nel corso di una cerimonia;  i dialoghi scarni sono in dialetto sardo, affidati a molti attori non professionisti, una scelta coraggiosa che ho trovato cònsona alla scabra essenzialità del romanzo da cui la vicenda è tratta, belle figure di uomini e donne asciugati e induriti, la pelle di scorza d'albero, dai travagli di una vita.

Ho letto il libro di Fiori tutto d'un fiato in due giorni, presa dalle maglie di questa trama antica, tanto distante da sembrare quasi  il corale ritratto di un'altra civiltà.
"Sonetàula" è stato pubblicato nel 1962  da Canesi e l'autore, morto nel 2003, lo ha ripreso in mano nel 2000, togliendo centocinquanta pagine e traendone un "nuovo romanzo" come lui stesso ha scritto in una nota in principio all'edizione Einaudi. Il risultato è una storia prosciugata, ridotta all'essenziale.

Il titolo prende origine dal soprannome del piccolo Zuanne. (...) Non poteva averne, di paura. Una volta, sì, era bianco come il latte, nient'altro che ossa involte in pelle. Lo avevano soprannominato Sonetàula perché ogni colpo dato a lui, dicevano i compagni per ridere, faceva sonu 'e taula, rumore di legna, come  ad essere dentro una bara.(...) (pag.21)

Copertina

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categoria:cinema